Friday, July 25, 2014

L'assistenza al parto a domicilio nelle donne precesarizzate è da ritenersi a rischio?

E' stato pubblicato qualche giorno fa il parere tecnico della FNCO sul parto in casa dopo il cesareo: http://www.fnco.it/news/l-assistenza-al-parto-a-domicilio-nelle-donne-precesarizzat.htm#


"La Federazione nazionale dei Collegi delle ostetriche ed i Collegi delle ostetriche sono Enti pubblici non economici, la cui finalità è il perseguimento dell'interesse pubblico coordinato con l'interesse particolare della categoria professionale delle ostetriche." (tratto da http://www.fnco.it/la-federazione.htm)
Nella conclusione del documento leggiamo:
"[...] Ne consegue che, nel rispetto di quest’ultime l’ostetrica/o non deve proporre né assecondare la donna già cesarizzata ad affrontare un parto vaginale a domicilio. Tale condotta è da osservarsi anche a fronte di uno specifico consenso informato scritto in quanto la sproporzione esistente fra rischi e benefici rende indisponibile l’esercizio di tale diritto da parte della donna."
Carissime amiche che state valutando un VBAC a casa o avete amiche che ci stanno pensando, questo documento vi interessa e vi tocca direttamente perché a partire dalla data del documento non avrete garantita l'assistenza dell'ostetrica, visto che le ostetriche non sono autorizzate ad assecondare questa vostra scelta. Non solo la FNCO (che rappresenta TUTTE le ostetriche italiane) vi ha tolto la possibilità di un'assistenza sanitaria nella scelta di un VBAC a casa, la FNCO (di cui voi non fate parte) in pratica ha deciso che VOI non avete il diritto alle scelte che riguardano il vostro corpo.

Questa opinione si basa sulle evidenze scientifiche e pareri autorevoli che sanciscono le pratiche mediche e hanno peso legale effettivo in Italia. Benché il rischio di una complicazione (la rottura dell'utero) sia minimo (0,2-1,5%) le conseguenze di questa complicazione sono potenzialmente letali. Il rischio di rottura dell'utero nelle donne con il precedente cesareo e donne con l'utero intatto sono, secondo le evidenze scientifiche riportate nel documento, pressoché uguali.

Sebbene l'intenzione della Federazione sia quella di tutelare le ostetriche dai contenziosi legali ed offrire una OPINIONE sulla sicurezza per le assistite, in pratica si tratta di un'interferenza nei diritti delle madri alla propria integrità fisica, all'autodeterminazione, al diritto di accettare O RIFIUTARE un trattamento medico e al diritto alla privacy (tutti diritti validi e comunemente accettati, ma nel contenzioso legale per niente scontati).

In quanto donne, cittadine e madri è vostro diritto prendere in considerazione i pareri degli esperti e decidere se accettarli o meno. Questo documento in pratica, vi toglie la possibilità di avere un'assistenza sanitaria nel caso in cui il vostro parere e le vostre scelte contrastino quelle degli operatori sanitari. Dunque, il vostro diritto alla scelta di decidere sul vostro corpo e su cosa sia meglio per voi e per il vostro bambino si riducono drasticamente.


Sul sito dell'associazione Innecesareo potete trovare una lettera molto chiara da sottoscrivere e spedire alla FNCO per esprimere il vostro disappunto: http://www.innecesareo.it/2014/07/liberta-di-scelta-nel-parto-rispondiamo.html. La trovate anche presso il sito dell'associazione Rinascere al natuale.

Qui potete firmare la petizione on-line: https://www.change.org/it/petizioni/il-diritto-di-scelta-non-si-tocca-il-parto-%C3%A8-nostro#share.

Il testo integrale della petizione (pubblicata con il permesso dell'associazione Innecesareo):

Spett.le D.ssa Miriam Guana,

Presidente della Federazione Nazionale Collegi Ostetriche 

Siamo un gruppo di donne e mamme che oggi non possono tacere la loro indignazione di fronte a quanto scritto nel comunicato dal titolo “L'assistenza al parto a domicilio nelle donne precesarizzate è da ritenersi a rischio?” in cui la Federazione prende una posizione chiara e inequivocabile: le donne con pregresso cesareo non possono partorire tra le mura domestiche e le ostetriche hanno il dovere di non incoraggiare e assecondare questa volontà, nonostante il consenso informato.
Quello che ci lascia profondamente perplesse è constatare come in poche righe si sia riuscito ad abolire un diritto fondamentale di ogni essere umano e quindi anche di una donna che sta per mettere al mondo il proprio bimbo: scegliere liberamente per la propria salute.
Viviamo in una società in cui ogni essere umano reputato capace di intendere e di volere può rifiutare un trattamento medico, può scegliere le cure a cui sottoporsi o no ma oggi, con questo comunicato, questo diritto viene spazzato via.
Citando testualmente il comunicato, si legge: “l’ostetrica/o ha l’obbligo di comunicare alla donna che il parto di prova a domicilio, nel caso di donne precesarizzate, è da ritenersi una pratica non prospettabile"...e ancora "Ne consegue che, nel rispetto di quest’ultime l’ostetrica/o non deve proporre né assecondare la donna già cesarizzata ad affrontare un parto vaginale a domicilio. Tale condotta è da osservarsi anche a fronte di uno specifico consenso informato scritto in quanto la sproporzione esistente fra rischi e benefici rende indisponibile l’esercizio di tale diritto da parte della donna."
In altre parole: negando all’ostetrica la facoltà di assistere una donna che, dopo essere stata debitamente informata su tutti gli aspetti di tale scelta, vuole partorire presso il proprio domicilio, la FNCO vuole vietare a quella donna di valutare il rapporto rischio/beneficio secondo la propria personale ed esclusiva condizione e, cosa forse ancora più grave, vuole violare il suo proprio diritto fondamentale di scegliere come, dove e con chi partorire.
In questo modo la facoltà di scelta della donna viene scalzata dall’imposizione di una decisione da parte di un organo istituzionale. E questo non è accettabile!
Gli  operatori sanitari possono  intervenire al posto della donna unicamente "per stato di necessità" nei casi in cui non intervenire porterebbe un danno a terzi.  Ma il danno a terzi deve essere imminente e certo.
Se  si pone invece la rottura d’utero (peraltro rischio da cui non è esente nessuna donna) come spartiacque tra chi può partorire a casa e chi no, considerando che la possibilità che avvenga è comunque molto bassa, questa eventualità non può essere motivo per cui costringere la donna a sottoporsi ad una ospedalizzazione se non è tra i suoi desideri.
Abbiamo una sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani, il caso “Ternovsky contro l’Ungheria”, che decreta come ogni donna, ogni partoriente – compresa la donna precesarizzata - abbia l’autorità di decidere in quali circostanze partorire.
Senza le professioniste della nascita però, senza che le ostetriche possano decidere liberamente se assistere o meno una donna con pregresso cesareo, questa sentenza perde di significato..il diritto della
donna non viene rispettato. . A meno che non si valuti, come alternativa all’HBAC, il parto in casa non assistito, e non crediamo che la FNCO voglia incoraggiare questa pratica.
La missione  delle ostetriche è quella di stare accanto alle donne, in particolar modo alle partorienti. È sconcertante che proprio una federazione di ostetriche,  piuttosto che schierarsi a favore delle donne consapevoli della loro forza generatrice e dell'importanza della vicinanza di un'ostetrica, cerchi di soffocare quella consapevolezza.
Noi oggi vogliamo opporci, vogliamo proteggere con forza e a gran voce il nostro diritto di non subire alcun trattamento, alcuna decisione, alcuna imposizione.
Vogliamo essere noi le protagoniste della nascita dei nostri figli. E non taceremo finchè non vedremo
rispettati i nostri diritti!
A Lei, D.ssa Guana, e alla FNCO chiediamo: oggi si nega il diritto all’HBAC, domani?

24 luglio 2014

Innecesareo Onlus

Rinascere al Naturale Onlus (rinascerealnaturaleonlus.blogspot.com)

Noi vogliamo un vbac (gruppo FB)

Partonaturale.net



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